Prostata vitamina e, cancro prostatico in maschi sani trattati con vitamina e - informazioni sui farmaci

Una notizia presentata in contemporanea a uno studio dell'ospedale Molinette di Torino che mette in collegamento l'uso di integratori e i rischi di cancro alla prostata. L'approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: Non solo, l'organismo umano non è in grado di assorbire tramite questi integratori le dosi di vitamina necessarie per ottenere un effetto antitumorale. Le divergenze tra i risultati dello studio SELECT e quelli favorevoli sulla prostata ottenuti nello studio ATBC, possono essere motivate da differenze tra le popolazioni nello studio ATBC erano fumatori ad alto rischio per cancro polmonare e dal fatto che lo studio SELECT individuava il cancro prostatico come esito primario ed era disegnato per questo scopo sia come indagini rivolte alla identificazione della malattia che come dimensione del campione studiato. Assumere in alte dosi sostanze alimentari contenute in molti integratori alimentari potrebbe aumentare il rischio di sviluppare il tumore alla prostata. Goodman GE et al.

Fra le varie forme di vitamina E, il gamma-tocoferolo è risultata essere la più efficace. L'approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: Sfoglia online l'uscita di 'A scuola di salute' dedicata al tema delle vitamine: Vitamin E and the risk of prostate Cancer. Il test. Il selenio, -che derivasse dagli alimentari o da integratori - avrebbe quindi protetto gli uomini dagli effetti nocivi della vitamina E.

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La reale efficacia dello screening del carcinoma prostatico attraverso il dosaggio ematico del PSA è stata negli ultimi anni contestata da diverse fonti scientifiche: Lippman SM et al.

Riflessioni Le premesse per attendersi un esito favorevole dallo studio c'erano tutte: Le divergenze tra i risultati dello studio SELECT e quelli favorevoli sulla prostata ottenuti nello studio ATBC, possono essere motivate da differenze tra le popolazioni nello studio ATBC erano fumatori ad alto rischio per cancro polmonare e dal fatto che lo studio SELECT individuava il cancro prostatico come esito primario ed era disegnato per questo scopo sia come indagini rivolte alla identificazione della malattia che come dimensione del campione studiato.

Omenn GS et al.

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J Cause di infiammazione acuta della prostata Cancer Inst. Il risultato e' che i soggetti trattati con le sostanze attive hanno avuto una probabilita' tre volte maggiore di sviluppare un tumore alla prostata rispetto a quelli trattati con placebo.

Il tempo di follow-up si è rivelato idoneo per l'identificazione di differenze statisticamente significative. Ad un altro gruppo, invece, e' stato somministrato lo stesso quantitativo di pillole contenenti pero' una sostanza placebo come l'amido. In passato è stato ipotizzato che, grazie a queste proprietà antiossidanti, una supplementazione di vitamina E potesse avere un'azione di prevenzione nei confronti del cancro.

Inoltre, la vitamina E è utile per la salute della pelle e dei vasi sanguigni, e permette un corretto funzionamento del sistema immunitario. La tipologia fattoriale del disegno dello studio consente di valutare due diversi interventi e la possibile interazione tra essi.

SELECT è l'unico studio randomizzato che abbia analizzato gli effetti della supplementazione con selenio tra gli uomini con livelli di selenio comuni negli Stati Uniti e in Disfunzione erettile e prostatite, ed è l'unico studio ad aver valutato gli effetti della supplementazione di vitamina E in funzione dei livelli di selenio.

In uno studio che sarà pubblicato sul numero del prossimo 19 marzo di Science SignallingChing-Shih Chen e colleghi hanno infatti dimostrato che nelle cellule di cancro alla prostata questo nutriente inibisce l'attivazione di un enzima, Akt, essenziale per la sopravvivenza delle cellule tumorali.

Lo afferma il Centro Diagnostico Italiano, dove oggi sono stati presentati i dati sulle più innovative tecniche diagnostiche di quello che rappresenta il più comune tumore maligno solido nel maschio e la terza causa di morte per neoplasia. La popolazione arruolata è quella "apparentemente sana" che normalmente assume integratori: Cancer Epidemiol Biomark Prev ; I risultati dello studio SELECT si allineano con quelli di numerosi altri trials che -pur basandosi su ragionamenti corretti derivanti da studi epidemiologici od osservazionali -giungono ad esiti deludenti ed inquietanti, come se esistesse un gap di non conoscenza da superare prima di esporre popolazioni numerose ad interventi preventivi, la cui innocuità non è stata accertata.

Dopo l'interruzione dei trattamenti avvenuta nelnel monitoraggio sino al sono stati registrati nuovi casi di carcinoma prostatico. Questo spiega uno dei risultati dello studio SELECT, e cioè che solo il sottogruppo trattato con vitamina E e un placeboe non quello che assumeva sia la vitamina E sia selenio, ha mostrato un aumento del rischio di cancro alla prostata.

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In tabella è riportato il dettaglio dei risultati col rischio relativo RR per l'esito principale stimato per i 4 gruppi studiati. Nel tentativo di capire le ragioni di un tale risultato paradossale abbiamo condotto delle analisi genetiche sui microRNA di questi tumori. E' ricca di vitamina E anche la frutta secca: I ricercatori hanno svelato i dettagli dell'azione svolta dalla vitamina E ed ora intendono sfruttare le conoscenze acquisite per mettere a punto una pillola che possa essere assunta quotidianamente per prevenire il cancro.

Saperne di più è una tua scelta. Nella stessa analisi è emerso un rischio aumentato di diabete mellito di tipo 2 nel gruppo trattato con selenio 5. Non solo, l'organismo umano non è in grado di assorbire tramite questi integratori le dosi di vitamina necessarie per ottenere un effetto antitumorale.

Lo studio è stato interrotto anzitempo, dopo un tempo di osservazione mediano di quali farmaci ti fanno pipì molto anni, poiché sono stati evidenziati casi di cancro nel gruppo trattato con vitamina E HR 1. L'associazione con selenio sembra stemperare l'aumento di rischio legato alla vitamina D, ma non sono formulabili ipotesi per spiegare questa "protezione".

The association between lung and prostate cancer risk and serum micronutrients: Tuttavia, nessuna delle ricerche finora effettuate è riuscita a provare questa ipotesi.

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Gli attuali supplementi a base di vitamina E non sono, invece, adatti a questo scopo perché contengono forme della molecola non efficienti tanto quanto quella messa a punto dai ricercatori. Oggi sappiamo dunque che la vitamina E non è in grado di prevenire la comparsa di tumori.

La cecità è stata conseguita con modalità idonee. Tra questi interventi "semplici" l'impiego di vitamine rappresenta certamente un argomento ricorrente, anche se controverso, e oramai oltre il confine degli interventi della sanità pubblica e quindi gravante sulle tasche dei cittadini.

L'incremento osservato non ha raggiunto la significatività statistica ma ha convinto il Comitato di controllo dalla impossibilità di ottenere risultati favorevoli continuando la sperimentazione per cui il trattamento è stato sospeso.

Non sono ancora chiari i rischi di un eccesso di vitamina E assunta tramite integratorima sembra che, in questo caso, possa verificarsi un problema della coagulazione del sangue, con un aumentato rischio di sanguinamenti, anche gravi.

Attualmente l'Ohio State University ha presentato la domanda per ottenere un brevetto su questa nuova forma sintetica di vitamina E.

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Livelli molto bassi di vitamina E compromettono anche il funzionamento del sistema immunitario, con aumento delle infezioni. Prostatite seduto, del City of Hope Comprehensive Cancer Center di Duarte,in California, discutono i possibili meccanismi biologici alla base dei risultati dei risultati dello studio SELECT e scrivono che tali risultati stimolano la discussione su una serie di punti.

Articoli Correlati Biscotti alle mandorle: Tuttavia, è importante fare attenzione a come l'olio viene cucinato: Obiettivo Valutazione del potenziale effetto protettivo della somministrazione di Vitamina E e di Selenio nei confronti del carcinoma prostatico in uomini in buona salute. Inoltre, gli editorialisti propongono alcune considerazioni supplementari su specifiche formulazioni di selenio e vitamina E e sui livelli basali di selenio negli uomini di diversi Paesi, oltre che sulla prevenzione.

Al contrario, alcuni studi sembrano confermare un'associazione tra l'eccesso di vitamina E e il cancro alla prostata. Venkateswaran V et al. Cancro alla prostata: Questa nuova ricerca svela un meccanismo che, invece, supporta questa ipotesi, dimostrando che una particolare forma di vitamina E che non uccide le cellule sane elimina quelle tumorali proprio facendo loro perdere l'attività di Akt.

Infine, anche il germe di grano è un'ottima fonte di vitamina E.

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Una notizia presentata in contemporanea a uno studio dell'ospedale Molinette di Torino che mette in collegamento l'uso di integratori e i rischi di cancro alla prostata. Manipolando la sua struttura Chen colleghi hanno creato una nuova variante della molecola 20 volte più efficace della vitamina E originale, in grado di ridurre le dimensioni del cancro alla prostata nei topi.

La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare. In un editoriale di commento, quattro esperti del settore primo firmatario Paul H.

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La numerosità dei campioni è stata correttamente dimensionata all'incidenza del carcinoma prostatico nelle fasce di età studiate. N Engl J Med ; Kristal, et al. I dati dello studio SELECT, fotografati nel dopo una mediana di 5,5 anni di trattamento, hanno inaspettatamente mostrato una tendenza seppur non significativa all'incremento del rischio nei pazienti trattati con vitamina E, per cui il Comitato di Controllo per la sicurezza dello studio ne ha decretato l'interruzione mentre gli esiti continuavano ad essere monitorati 5.

I sintomi da mancanza di vitamina E sono dovuti ad un danno ai nervi e ai muscoli: I soggetti che avevano assunto questi antiossidanti in elevate quantita', contrariamente a quelli trattati con solo placebo, mostravano dei geni anomali simili a quelli che si rinvengono nei tumori della prostata, a dimostrazione che l'aumentato numero di tumori non e' dovuto al caso, ma e' l'effetto di modificazioni geniche probabilmente indotte dagli antiossidanti.

Lo studio, iniziato nelsi e' concentrato su pazienti affetti da una malattia "pre-tumorale" della prostata, in grado quindi di condizionare un rischio elevato di sviluppare in seguito un tumore alla prostata e per la quale non esiste ad oggi alcuna terapia.

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Bibliografia 1. In questi pazienti, la vitamina ha aumentato anche il rischio di tumori di medio e basso grado, seppure in misura inferiore. Secondo il Centro diagnostico italiano, l'attendibilità del PSA è dimostrata dai dati più recenti di uno studio condotto su scala europea dall'Università di Rotterdam, coordinato dal professor Fritz Schroeder. Conclusioni Il numero e l'importanza degli eventi riscontrati, assieme ai risultati sfavorevoli evidenziati in passato per esiti rilevanti 2,7 è tale da non ammettere spazi per un trattamento preventivo con vitamina E.

L'esito principale è oggettivo ed assolutamente rilevante. Effect of selenium and vitamin E on risk of prostate cancer and other cancers: Questo rilievo sottolinea - anche per il futuro - l'importanza di follow-up di adeguata durata, per individuare gli esiti di processi lenti che possono trovare espressione anche dopo la sospensione dei trattamenti.

L'aumento del tempo di osservazione oltre la sospensione dei trattamenti ha permesso di valutarne gli effetti per un tempo più congruo per identificare gli effetti sui processi di oncogenesi, per definizione molto lenti.

Un'analisi dei dati raccolti con lo studio CARET aveva mostrato nei pazienti affetti da carcinoma prostatico livelli di alfa-tocoferolo inferiori rispetto ai soggetti di controllo che non avevano sviluppato la malattia 3. Studi in vitro avevano mostrato una azione sinergica tra selenio e vitamina E su linee cellulari di cancro prostatico 4. Il selenio ad esempio, come pure la vitamina E, sostanze in se stesse benefiche, sono risultate incriminate dell'aumento di tumori alla prostata".

Alimentazione per prevenire i tumori. Questo integratore potrebbe essere particolarmente utile nelle forme di cancro associate ad una mutazione del gene PTEN che porta ad un'attivazione cperenne di Akt. Secondo la ricerca, coordinata dal professor Paolo Gontero della Clinica urologica universitaria, alcuni alimenti come il selenio, i licopeni contenuti nei pomodori e gli estratti di the' verde, ritenuti da sempre protettive nei confronti del tumore alla prostata, al contrario ne favorirebbero lo sviluppo.

Prostate Cancer Prostatic Dis ; 7: Lo studio Klein EA et al. Goodman GE et al. JAMA ; Dopo essere stata assorbita a livello intestinale, la vitamina E si accumula nel fegato.

Risorse Correlate:

JAMA ; 1: Metodi La lettura della sezione consente di esprimere un giudizio metodologico favorevole. L'assunzione di alte dosi di vitamina E sembra essere associata nei maschi ad un aumentato rischio di cancro alla prostata.

Cancro prostatico in maschi sani trattati con vitamina E - Informazioni sui farmaci SELECT è l'unico studio randomizzato che abbia analizzato gli effetti della supplementazione con selenio tra gli uomini con livelli di selenio comuni negli Stati Uniti e in Canada, ed è l'unico studio ad aver valutato gli effetti della supplementazione di vitamina E in funzione dei livelli di selenio.

Tuttavia, in caso di concentrazioni basali di selenio elevate, la supplementazione con selenio ad alto dosaggio ha mostrato di aumentare, quasi raddoppiandolo, il rischio di cancro alla prostata di alto grado tra gli uomini più anziani. L'alimentazione e con essa gli antiossidanti, restano elementi di fondamentale importanza nella prevenzione dei tumori, oltre che un possibile ausilio nella loro cura.

Francesco Gesualdo in collaborazione con: Il trial, iniziato nel e progettato per durare 12 anni, è stato sospeso prima del previsto, nelperché le analisi ad interim non hanno evidenziato alcun effetto protettivo da parte del selenio e suggerivano che la vitamina E potesse addirittura aumentare il rischio.

Assumere in alte dosi sostanze alimentari contenute in molti integratori alimentari potrebbe aumentare il rischio di sviluppare il tumore alla prostata. Gli studi condotti sugli animali hanno dimostrato che la molecola messa a punto dai ricercatori non è tossica. In passato diversi studi condotti sugli animali avevano portato ad ipotizzare un ruolo per la vitamina E nella prevenzione dei tumori, ma gli studi clinici condotti fino ad oggi non hanno rilevato gli stessi benefici sull'uomo.

Synergistic effect of vitamin E and selenium in human prostate cancer cell lines. Allarme sugli integratori. Un gruppo di pazienti e' stato trattato per 6 mesi con pillole contenenti alte dosi di selenio, licopeni e polifenoli del the' verde, le tre sostanze antiossidanti ritenute in quel momento le piu' efficaci nel prevenire il tumore alla prostata.

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Questo studio ci mette pero' in guardia sul fatto che una sostanza con potere "antiossidante" in elevate quantita' o in concentrato non e' necessariamente benefica. Klein EA et al.